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Pirati all'arrembaggio di libri

Aidro, l’Associazione italiana per i diritti di riproduzione delle opere dell’ingegno, ha diffuso i risultati della sua attività di antipirateria libraria svolta nel corso del 2008.
E alcuni dati, a dir poco preoccupanti,emergono con chiarezza: una copisteria su tre in Italia fotocopia illegalmente libri e manuali universitari, e sul fronte della pirateria informatica si registra un forte incremento del numero di «offerte» illegali in siti Internet e nei circuiti peer to peer (link al sito).

La riproduzione integrale (o in porzioni ben più alte di quelle previste dalla legge) di libri e manuali è un fenomeno estremamente diffuso soprattutto in ambito accademico:a seguito della riforma dei cicli universitari,in particolare, i programmi di studio si sono ridotti e sempre più spesso gli studenti si trovano a utilizzare dispense contenenti brani di libri selezionati dai docenti, invece che manuali istituzionali o testi completi. Una pratica che ha evidentemente favorito il fenomeno delle fotocopie pirata.
Nel corso degli ultimi anni Aidro aveva già osservato che le copisterie stavano effettuando un progressivo spostamento verso un’attività di print on demand, con drastiche riduzioni del «magazzino» di master cartacei.
Sempre più spesso, cioè, le copisterie digitalizzavano i libri di interesse per gli studenti e ne conservavano il master informato pdf, per poi stampare di volta involta solo le copie necessarie a soddisfare la domanda, rendendo così, tra l’altro,estremamente difficile il compito del controllo e della repressione del fenomeno.
Negli ultimi tre mesi, tuttavia, una serie di successi inanellati in diverse città d’Italia ripropone la gravità del fenomeno: in sei sole città universitarie, e in sei sole operazioni, sono stati sequestrati 6.513volumi, tra master digitali e cartacei e libri già rilegati e pronti per la vendita.
Si tratta di una cifra pari a quasi il 60% del totale dei libri sequestrati nell’intero 2008. Se poi si considerasse che 3.600 dei circa11.000 volumi sequestrati lo scorso anno sono frutto di tre soli accessi della guardia di finanza di Milano in altrettanti esercizi, a fine 2008, il trend apparirebbe persino più consolidato.
È certo prematuro formulare ipotesi definitive,ma è ragionevole supporre che una decisa inversione di tendenza nella gestione del magazzino illecito da parte delle copisterie esista realmente. Senza contare che controlli e sequestri possono avere anche effetti diretti sul volume delle vendite di libri.
È questa l’opinione,per esempio, di Giuliano Sincich,responsabile acquisti delle librerie Cusldi Milano, che fornisce una testimonianza di quanto accaduto nel punto vendita che serve il Politecnico. «Nel corso del primo semestre dell’anno accademico2008/2009 – spiega Sincich – la nostra libreria ha registrato un cospicuo calo di vendite e parallelamente è aumentata la richiesta di libri usati o addirittura fotocopiati da par te degli studenti, servizi che naturalmente noi non forniamo.
Questa tendenza si è invece ribaltata nel corso del secondo semestre, con un ritorno alla normalità del livello delle vendite, nonostantel’avvenuto trasferimento di circa3.000 studenti in altra zona universitaria». Un fatto che, secondo Sincich, può essere direttamente connesso ai sequestri della guardia di finanza avvenuti, nella stessa zona, in tre copisterie dedite all’attività di fotocopiatura pirata.
Tra le motivazioni spesso addotte a giustificazione della fotocopiatura pirata da parte degli studenti vi è il presunto alto livello dei prezzi. In ogni caso esso non potrebbe comunque legittimare tale pratica,soprattutto da parte delle copisterie, che si appropriano – senza pagare alcunché –del lavoro degli autori, dei traduttori, degli illustratori e degli altri professionisti della filiera editoriale. Inoltre, una ricerca condotta nel 2007 dall’Università di Bologna,su 600 studenti, ha ben evidenziato come la propensione all’uso di copie illegali non sia significativamente legata al reddito disponibile. Il problema è dunque molto più culturale che economico.
Qualcosa, anche a livello giurisprudenziale,si sta però muovendo.
Per la prima volta in Italia, nel 2008, è stata emessa una condanna per un caso di produzione di dispense universitarie senza il pagamento dei diritti: il Tribunale di Roma ha definitivamente affermato che, in mancanza di autorizzazione, la riproduzione parziale(anche entro il limite del 15%) di un testo per uso didattico, ovvero non personale, è illegittima alla stessa stregua di una riproduzione integrale.
Dalla carta, ai master, all’on line
Sul fronte della pirateria informatica, i mezzi a disposizione degli aventi diritto si rivelano il più delle volte insufficienti e la sensibilità della magistratura al fenomeno è molto bassa. Vi sono tuttavia alcuni strumenti che possono contribuire ad arginare la pirateria on line: innanzitutto specifici accordi con i principali siti di compravendite– come ad esempio eBay e Kijiji– per la rimozione immediata di offerte illecite di libri digitalizzati (850 gli annunci su eBay fatti rimuovere da Aidro tra l’1marzo e il 31 dicembre 2008). In secondo luogo le diffide mirate, destinate soprattutto a siti cosiddetti one click file hosting,che fungono da archivio di documenti online e che sembrano costituire la nuova epiù attuale minaccia nei confronti del dirittod’autore.
Ciò presuppone comunque un costante monitoraggio della rete, con evidenti difficoltà in termini di tempestività degli interventi, ampiezza dell’universo da osservare e risorse allocate.Il mancato rispetto del diritto d’autore sulle opere letterarie nel nostro Paese è un fenomeno i cui effetti sono spesso sottovalutati,sia non riconoscendone l’effettiva portata economica, diretta e indiretta, sia in relazione al valore sociale dei diritti violati .La fotocopiatura illegale di libri o il loro download è spesso vissuta come un’infrazione minore, quando non come una sorta di diritto naturale.
Tale situazione da un lato fa sì che vi sia talvolta una scarsa attenzione alle attività di contrasto rispetto ad altre forme di pirateria, dall’altro genera attività illecite persino in ambiti istituzionali. Il danno per tutta la filiera editoriale(dall’autore all’editore, al libraio) si aggira – secondo le stime di Aidro e Aie – attorno ai 350 milioni di euro, senza contare i4 mila posti di lavoro messi a rischio nel comparto.
Un ulteriore effetto negativo riguarda l’indebolimento della struttura distributiva, in particolare delle librerie. Si calcola che in Italia esistano circa 500librerie in meno a causa del fenomeno,con un danno economico, ma soprattutto culturale, inestimabile. In alcune zone– nelle piccole città universitarie, specie al Sud – ciò significa che viene inibita la possibilità che l’università produca pienamente gli effetti culturali ed economici chele sono propri.
La gestione collettiva dei diritti di copia –in Italia svolta da Siae e Aidro – ad oggi registra risultati ben lontani da quelli del resto d’Europa (vedi P. Attanasio, Quando lacopia è legale, «Giornale della Libreria», 2,febbraio 2009, pp. 14-15, Doi: 10.1390/gdl0209_copia_legale); ciò rende ancor più necessario occuparsi in modo sistematico di contrasto alla pirateria libraria,sia quella «tradizionale» basata sulle fotocopie abusive, sia quella via Internet, che da tempo si è aggiunta al fenomeno del download illegale di musica e film

Renato Esposito
Il Giornale della libreria, Maggio 2009


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Il ministro Gelmini 'promuove' il libro di testo elettronico

Ieri il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha rilasciato un’intervista all’agenzia di stampa Adnkronos sui i libri di testo elettronici (e-book) e più in generale sulle direttive circa l’adozione dei libri di testo per l’anno scolastico entrante.

L’e-book ha due importanti vantaggi: consente alle famiglie un abbattimento della spesa per i libri di testo stimata dall’associazione di consumatori Adiconsum attorno al 10% solo inizialmente, e allevierà il peso sulle schiene delle nuove generazioni di studenti, gli ormai diffusamente chiamati “nativi digitali” (digital natives, di contro ai digital immigrant), per il fatto di essere nati e cresciuti con le tecnologie digitali (computer, Internet, telefono cellulare, mp3, ecc.).
È quanto ha detto il ministro, per il quale “con l’adozione dell’e-book”
si dà “una mano alle famiglie e un sollievo agli studenti. Il libro in versione digitale scaricabile da internet permetterà infatti ai genitori di risparmiare limitando al massimo la spesa per i libri di testo, e allo stesso tempo i ragazzi non saranno più costretti ad andare a scuola caricando sulle spalle zainetti troppo pesanti”.

La Gelmini ha fatto notare che “proprio nei momenti di difficoltà economica, è fondamentale andare incontro alle famiglie sfruttando tutte le opportunità che la tecnologia ci offre, e con l’e-book le scuole potranno scegliere testi scaricabili dalla rete al posto del tradizionale libro stampato, più caro e anche più pesante per gli studenti”. Il titolare del ministero di viale Trastevere ha ricordato che “già diverse case editrici hanno raccolto questa sfida didattica entrando nel mondo dell’e-book pubblicando in versione elettronica libri scolastici e anche famosi best-seller. Per rendere questo passaggio più semplice, il ministero sta lavorando per dotare le scuole di tutti gli strumenti necessari, primo tra tutti connessioni internet efficienti”.

Il ministro ha infine rimarcato il proprio impegno nel sollevare le famiglie dalle spese derivanti da un’industria editoriale alle volte troppo opportunista: “I testi adottati, sia in formato cartaceo che elettronico, non potranno essere cambiati per almeno 5 anni nella scuola primaria e 6 in quella secondaria. Questo per arginare quel fenomeno purtroppo molto diffuso delle nuove edizioni simili alle precedenti che le famiglie sono costrette ad acquistare buttando via libri quasi nuovi.
Agli editori resta comunque la possibilità di integrare i testi con appendici di aggiornamento”.

Le adozioni dei testi, che le scuole renderanno pubbliche, sono state effettuate entro il 15 aprile 2009 per le classi di scuola secondaria di primo grado (scuole medie) ed entro la fine di maggio 2009 per tutte le classi di scuola primaria (scuola elementare) e secondaria di secondo grado (scuola superiore). A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o al massimo le versioni “miste”, quelle cioè che integrano sezioni digitali e cartacee.

Lunedì 4 maggio 2009
tuttoscuola.com


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Google Book-Scanning Pact to Give Libraries Input on Price

SAN FRANCISCO – In a move that could blunt some of the criticism of Google for its settlement of a lawsuit over its book-scanning project, the company signed an agreement with the University of Michigan

that would give some libraries a degree of oversight over the prices Google could charge for its vast digital library.

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Times Topics: Google Book Search
Google has faced an onslaught of opposition over the far-reaching settlement with authors and publishers. Complaints include the exclusive rights the agreement gives Google to publish online and to profit

from millions of so-called orphan books, out-of-print books that are protected by copyright but whose rights holders cannot be found.
The Justice Department has also begun an inquiry into whether the settlement, which is subject to approval by a court, would violate antitrust laws.
Google used the opportunity of the University of Michigan agreement to rebut some criticism.
“I think that it’s pretty short- sighted and contradictory,” said Sergey Brin, a Google co-founder and its president of technology. Mr. Brin said the settlement would allow Google to offer widespread access

to millions of books that are largely hidden in the stacks of university libraries.
“We are increasing choices,” Mr. Brin said. “There was no option prior to this to get these sorts of books online."
Under Google’s plan for the collection, public libraries will get free access to the full texts for their patrons at one computer, and universities will be able to buy subscriptions to make the service

generally available, with rates based on their student enrollment.
The new agreement, which Google hopes other libraries will endorse, lets the University of Michigan object if it thinks the prices Google charges libraries for access to its digital collection are too high,

a major concern of some librarians. Any pricing dispute would be resolved through arbitration.
Only the institutions that lend books to Google for scanning — now 21 libraries in the United States — would be allowed to object to pricing.
The new agreement also gives the university, and any library that signs a similar agreement, a discount on its subscription proportional to the number of books it contributes to Google’s mass digitization

project. Since Michigan is lending a large number of books, it will receive Google’s service free for 25 years.
“This agreement gives us a number of things in the context of the settlement that are valuable to us and we think are valuable to other libraries,” said Paul Courant, dean of libraries at the University of

Michigan.
The American Library Association, which has asked the court to oversee aspects of the settlement, said the new agreement is a step in the right direction but is insufficient to ensure that Google does not

set artificially high prices for its digital collection.
“Any library must have the ability to request that the judge review the pricing should a dispute arise,” said Corey Williams, associate director at the association’s Washington office.
Since libraries that contribute books will receive discounts, they may have fewer incentives to complain about prices.
The new agreement does not address other criticism, including the complaints over orphan works and worries that the agreement does not protect the privacy of readers of Google’s digital library.

By MIGUEL HELFT
The New York Times – May 20, 2009


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